Pane e panelle

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E poi all’improvviso arrivano i giorni in cui la normale e serena routine quotidiana viene spazzata via da una serie di eventi che, a confronto, le sette piaghe d’Egitto erano robetta da principianti. Prima ti viene la febbre, poi guarisci e ti viene la febbre atto secondo. Nel frattempo hai un’imminente scadenza di lavoro, un improvviso addio al nubilato in un’altra città a cui non vuoi/puoi assolutamente mancare e i sensi di colpa per il blog che stai trascurando e che vuoi portare avanti, per dimostrare a te stessa che sei in grado di fare qualcosa che abbia durata maggiore di un Governo italiano. Inoltre, ci sono i compiti per l’ennesimo corso a cui ti sei iscritta e, dulcis in fundo, l’incubo di ogni affittuario… un trasloco da fare!  Continua a leggere

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Vellutata di carote al curry

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Parafrasando le note leggi di Murphy, se nel fine settimana dopo tempo immemore finalmente esce il sole, ti verrà l’influenza e sarai costretta a restare chiusa in casa. E poiché sempre secondo la nota legge “tutto va male contemporaneamente”, tua mamma, che in queste circostanze un tempo si prendeva cura di te, ora vive a quattrocento chilometri di distanza, mentre il tuo fidanzato, che dovrebbe accudirti al suo posto, ha una febbre da cavallo. Al pranzo, quindi, nonostante la spossatezza influenzale, dovrai pensarci da sola.  Continua a leggere

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Pizzoccheri porri e patate

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Domenica mattina. È quasi ora di pranzo e ripenso ai pizzoccheri  – straordinario formato di pasta a base di grano saraceno e frumento tipico della Valtellina – scovati nello scaffale di un supermercato e che da giorni giacciono nella dispensa della mia cucina, tra una confezione di riso carnaroli e una di mais da pop corn.

Fuori non accenna a smettere di piovere, fa freddo e decido che è la giornata perfetta, oltre che per divano, piumone e film, per un caldo e sostanzioso piatto di pasta. I pizzoccheri alla valtellinese, per esempio. Continua a leggere

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Pizze e foje

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La ricetta di stagione/tradizione che ho scelto di raccontare oggi è, a mio parere, il capolavoro della tradizione povera contadina della provincia di Chieti, un piatto che riporta la memoria ai tempi in cui, più per costrizione che per devozione, si mangiava spesso di magro e si cucinava con il fuoco del camino.

Pizze e foje, questo il nome della ricetta tramandata di generazione in generazione, è il piatto che ha iniziato ai piaceri delle verdure centinaia di ragazzini e ragazzine abruzzesi. È la merenda che cercavo al posto del Kinder fetta al latte quando andavo a trovare mia nonna Pierina, e aprendo il forno speravo ne fosse avanzato un po’ dal pranzo. Continua a leggere

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Insalata di barbabietola rossa, mela e carota

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“Nessuna esperienza si vive per niente e tutto, prima o poi, può tornarti utile nella vita”. È il mantra che mi sono ripetuta spesso, soprattutto nei momenti in cui mi ritrovavo a fare lavori che avrei preferito non fare, come la cameriera, o a dedicarmi ad attività che lì per lì potevano sembrare perfettamente inutili, come seguire un corso di teatro o preferire il corso di cinema che facevano a Lettere a quello di patologia vegetale della mia facoltà.

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Verza ripassata con fagioli, acciughe e tortino di riso basmati

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Se ho delle certezze nella vita, una di queste è senza dubbio la vigilia di Natale. Ogni anno, infatti, in casa Di Ghionno, come nel resto delle case abruzzesi, si ripete il rito, tradizionale e rassicurante, della cena di magro della vigilia, così chiamata non per il basso apporto calorico dei piatti (anzi!), ma per la mancanza di carne, protagonista invece indiscussa del successivo pranzo di Natale.
Con un paio d’ore di anticipo sull’ordinario pasto serale, e con una fame “atavica” per via del semi-digiuno che si rispetta a pranzo (che voi siate credenti o meno non importa, la mamma abruzzese non cucina e a meno che non lo facciate da soli – ma l’apatia raggiunta durante le vacanze, unita al tepore paralizzante emanato dal camino ve lo impedisce – il digiuno è pressoché forzato), ci si siede attorno ad una tavola imbandita con i piatti della tradizione povera contadina, a base di pesce e verdure. Continua a leggere

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